Lo charme di Giuseppina negli Abiti da Sposa Stile Impero

Pubblicato il: 3 aprile 2012

Il 2 dicembre 1804, nella cattedrale di Notre Dame, Napoleone incoronò sé stesso e la sua ambiziosa  sposa, rispettivamente Imperatore e Imperatrice dei Francesi.
 
Giuseppina di Beauharnais, originaria della Martinica, il 9 marzo 1796 si era unita in matrimonio con  il generale Napoleone Bonaparte, ammaliato dal suo fascino intenso e volitivo.
 
Svariati dipinti ritraggono Joséphine sontuosamente abbigliata a corte o avvolta da impalpabili  tessuti nell’intimità della sua casa. Il tratto distintivo e leitmotiv dei suoi capi era lo Stile Impero, espressione stilistica che ritorna nei moderni abiti da sposa, dalle linee morbide e scivolate, con il corpino che si ferma appena sotto il seno regalando grazia e armonia alla mise nuziale.
 
Modello che dona a tutte, è particolarmente indicato per le donne che non possiedono altezze statuarie, le quali, indossandolo, acquistano virtualmente centimetri grazie al particolare effetto ottico che allunga la figura e la rende più slanciata.
 
Anche chi ha curve esuberanti potrà approfittare del modo delicato con cui l’abito da sposa stile Impero nasconde fianchi abbondanti o un addome pieno. Il vestito che scivola morbidamente sotto il seno è un sicuro alleato della linea femminile, sconsigliato solo per i décolleté molto generosi, che questo taglio pone ulteriormente in risalto. Rappresentativo del genere è l’abito da sposa in mikado stile impero con linee geometriche e taglio redingot, che moltiplica la sua naturale eleganza se abbinato a una mantilla rivisitata.
 
Gli accessori e complementi rivestono un ruolo importante per il risultato finale e il velo con doppio intarsio in pizzo chantilly su tulle di seta ne è un possibile esempio.
 
Accompagnato da un rotondo bouquet di rose color confetto, costituiscono entrambi dettagli preziosi che si uniscono all’incanto del corposo e raffinato tessuto di seta  naturale.
 
Nozze stile Impero nello charme di Giuseppina Bonaparte ma con l’aiuto della modernità.
 
Sia pronti che su misura, gli Atelier di oggi mettono a disposizione delle clienti modelli personalizzabili, tenendo conto delle esigenze specifiche per realizzare desideri inconfessati.


Scappo a Las Vegas e mi sposo con Elvis

Pubblicato il: 6 marzo 2012

Soprannominatala città del peccato” ( Sin City) per la possibilità di giocare d’azzardo e rifornirsi di alcolici a proprio piacimento con il beneplacito della legge, la città di Las Vegas ospita ogni anno più di 100.000 coppie che convolano a giuste nozze. Circondata dal deserto del Mojave, mostra sfacciatamente all’arida natura circostante la sua trasformazione in verdeggiante oasi attraverso i numerosi giardini, laghi e fontane degli alti edifici.

 

Nelle numerosissime “wedding chapels”, vengono celebrati i famosi matrimoni lampo in forma civile o religiosa. Nelle cappelle i frettolosi sposi possono reperire tutto il necessario per la cerimonia: fotografo, truccatori, abiti nuziali, fiori e limousine sono pronti a mostrarsi nella loro fulminea efficienza per accontentare i gusti più esigenti.

 

La Viva Las Vegas Wedding Chapel è specializzata in matrimoni a tema, di cui ne offre 32 tipi.

 

Ci si può sposare insieme ai Bluez Brotherz, a sinistri e minacciosi pirati o in compagnia del leggendario Elvis Presley. Il Blue Hawaii Wedding Packages offre un Elvis nel pieno del suo splendore canoro inserito in uno scenario tropicale, dove ballerine vestite di fiori chiassosi si esibiscono nella Hula in un clima di musica e romanticismo.

 

La Graceland Wedding Chapel continua la tradizione del rock offrendo un pacchetto analogo (Elvis Wedding Packages), che necessita di prenotazione a causa delle incessanti richieste.

 

Il mitico e gettonato cantante, abbigliato con i costumi di scena, presenzia alla cerimonia come ministro celebrante e accompagna gli sposi nel giorno più significativo della loro vita.

 

Tra le opzioni, la prevedibile possibilità di ascoltare i brani più famosi di Presley, che festeggerà con gli innamorati l’eccezionale evento e soddisferà le loro passioni musicali.

 

The Little Chapel of the Flowers è la cappella più romantica, dove le coppie si sposano secondo tradizione tra petali di rose bianche, rosse e rosa, le sfumature dell’amore.

 

Naturalmente gli invitati virtuali possono seguire la cerimonia online, in diretta ma nella comodità delle loro abitazioni, attraverso un computer attrezzato di webcam.

 


Il decolleté giusto per ogni sposa

Pubblicato il: 16 febbraio 2012

In quante maniere differenti una donna riesce a sedurre? Infinite! Uno sguardo, una movenza, il portamento, una scollatura. A turno grimaldello dell’animo maschile, pronto ad agitarsi fremente e speranzoso. Ogni vestito puo’ risultare seducente.
 
A partire da quello nuziale che si giova del giorno in cui l’interprete, radiosa, rifulge di tutto il proprio splendore. In particolare se l’abito bianco e’ impreziosito dal plus della scollatura giusta ed aderente alle forme della splendida protagonista di turno.
 
Eh si’, perche’ negli atelier specializzati in abiti da sposa, la scollatura e’ personalizzabile, cioe’ adattabile al fisico e al decolte’ della sposa in modo che l’abito la fasci alla perfezione.
 
La scollatura e’, infatti, uno degli elementi cui prestare la massima attenzione. Valorizza busto e decolte’ e ne mette in risalto pregi e difetti. Il taglio dritto con le spalle scoperte – sempre raffinato – e’, per esempio, in grado di esaltare anche il seno piu’ piccolo e le spalle spioventi. Consigliato per chi ha un collo slanciato e poco seno, in quanto tende ad appiattire.
 
Discorso opposto per lo scollo all’americana, il quale slancia moltissimo la parte superiore del collo e rischia di produrre (per chi lo ha lungo) l’effetto giraffa. Il modello lascia nude le spalle, le braccia e la schiena, per un effetto oltremodo sensuale.  Si addice alla sposa che puo’ esibire un fisico tonico e asciutto, o  che vuole celare un petto generoso.
 
Proprio per coloro che vantano un seno abbondante e’ consigliabile il décollete’ a cuore, modello nel quale il corpetto e’ a forma di parte superiore di un cuore. In alternativa lo scollo a barchetta che conferisce maggior volume ha chi ha le spalle molto strette.
 
Quello classico a V, invece, va benissimo per chi e’ magra, poiche’ evidenzia particolarmente il seno; mentre lo scollo a barca (va da spalla a spalla) si adatta un po’ a tutte le corporature. Discorso replicabile per le scollature rotonde o quadrate.
 
La scollatura sulla schiena  e’ certamente un mix di eleganza e  seduzione. L’essenziale e’ che sia contenuta, cosi’ da non degenerare nella volgarita’ o in un effetto estetico poco piacevole.
 
Senza spalline, squadrata, tonda, asimmetrica, con pieghe  e chi piu’ ne ha piu’ ne metta – tanto per citare altri modelli in questa carrellata – non esaustiva – di decolte’ da abiti da sposa.

Che l’atelier sposa specializzato e’ assolutamente all’altezza di completare e sviscerare, individuando – fra gli altri innumerevoli dettagli – quello appropriato a rendere indimenticabili abito e giorno piu’ bello della vita.


L’Atelier Cinzia Ferri veste Penelope Cruz

Pubblicato il: 29 dicembre 2011

L’uscita è prevista per il 2012 ed è già uno dei film più attesi della prossima stagione: “Venuto al mondo” sara’ il prossimo film di Sergio Castellitto, tratto dall’omonimo best seller di Margaret Mazzantini, vincitore del Premio Campiello 2009.
 
Protagonista femminile, fortemente voluta dal regista è lei, Penelope Cruz, che per l’occasione si è addirittura vista comparire fili d’argento tra i capelli. Perché questo richiede la storia, in un continuo alternarsi tra presente e flashback, che racconta di un amore tanto grande da andare oltre il tempo, in grado di superare persino le sofferenze di una guerra tanto atroce come quella nella ex Jugoslavia degli anni ’90, un conflitto incapace di risparmiare anche i bambini dalle sue violenze e uccisioni senza scrupoli.
 
L’amore raccontato da Venuto al mondo è un amore a tutto tondo: non solo l’amore tra uomo e donna, ma anche e soprattutto quello tra madre e figlio. E in una tale celebrazione dell’amore, a coronamento di un’emozione senza pari, ecco apparire Gemma (Penelope Cruz) in uno splendido abito da sposa bianco.
 
Un abito in stile impero dalle linee dritte, quasi geometriche, in mikado di seta, un tessuto deciso che denota forza e carattere. Con queste caratteristiche sembrerebbe  un vestito da sposa poco adatto a raccontare le mutevoli sfaccettature dell’amore, e invece i dettagli, costituiti da piccoli fiocchi davanti e sul retro, ne addolciscono la linea rendendola più romantica e morbida.
 
Quello che viene da pensare è che anche in questo caso, anche in un film, è stato preso come assioma ciò che vale nella realtà: l’abito da sposa deve prima di tutto rispecchiare la personalità di chi lo indossa. Come potrebbe essere diversamente in un contesto come la realizzazione di Venuto al mondo in cui nessun dettaglio è lasciato al caso?
 
Ma per avere la certezza che Penelope Cruz nei panni di Gemma sia effettivamente una donna forte, coraggiosa, ma allo stesso tempo romantica e in grado di abbandonarsi all’amore, non resta che attendere l’uscita del film, prevista per metà 2012.


Il Velo veste la Sposa di Ricami

Pubblicato il: 7 novembre 2011

Tra le ultime tendenze emerge la volontà di impreziosire l’abito nuziale con un velo da sposa arricchito di ricami, che definisca e completi in maniera romantica ed elegante la figura della donna che si appresta a vivere un giorno indimenticabile.

 

Nel matrimonio che rispecchia il desiderio di classicità, il velo occupa da sempre un ruolo fondamentale e viene scelto con attenzione e cura del dettaglio.

 

Un’incantevole novità è costituita dal tulle che si allunga naturalmente dall’acconciatura per ritornare tra le braccia della sposa allacciato a pregiati polsi-gioiello finemente decorati.
L’evanescente tessuto che cinge di poesia e atmosfera le spalle della fortunata, si abbina armoniosamente alle guarnizioni in pizzo dei polsi, che enfatizzano il candore delle mani e l’eterea coreografia del bouquet.

 

Particolari che sottolineano la classe dell’abito e ne preannunciano lo stile.

 

Deliziosa alternativa per il velo da sposa è la rivisitazione della mantilla che ci riporta alle antiche tradizioni della Spagna. Utilizzata in origine per coprire il capo o presenziare alle cerimonie religiose, con il tempo entrò a far parte della quotidianità delle donne spagnole.

Il tessuto, alla fine del 1500, era di diversa consistenza a seconda delle aree geografiche in cui veniva usato, più pesante per le zone fredde e leggero per i territori caldi.

 

Intorno al XVII secolo fece il suo ingresso la mantilla in pizzo, che nel XIX divenne elemento di distinzione fra le signore dell’epoca, poiché la regina Isabella II, nutrendo una particolare predilezione per i merletti, la sfoggiò con le sue dame in svariate occasioni, regalandole  un lustro speciale.

 

Oggi viene indossata in occasioni di una certa rilevanza come la Semana Santa (Settimana Santa), ed acquista particolare fascino durante le nozze di gala, dove sposa, damigelle ed invitate sfilano meravigliosamente abbigliate con mantillas di diversi colori,  che scelgono dopo  una minuziosa consultazione del rigido protocollo.

 

Attingendo alla tradizione iberica, il velo italiano si arricchisce di seducenti innovazioni e diventa ovale, abbellito da un  ampio bordo ricamato che dal capo arriva fino all’impalpabile strascico che avvolge la sposa in una nuvola di leggerezza.

 


C’è Wedding e Wedding: Professione Wedding Designer

Pubblicato il: 19 ottobre 2011

Creativita’, intuito, fluido empatico, doti da direttore artistico e scenografo. Shakerare con cura… ed ecco saltare fuori il wedding designer.

 

Si moltiplicano le professioni imprenditoriali legate alla certosina e minuziosa pianificazione di quello che per molte persone rimane il giorno piu’ importante della vita: il giorno del matrimonio. Ogni coppia da guidare per mano sull’altare, e poi fino all’uscio della prima notte d’amore, equivale per il wedding designer ad un esame di maturita’. Una volta “sintonizzatosi” sulle onde degli sposi si tratta di tirar fuori i numeri del “Bingo”, individuando – alla stregua dei maturandi di oggi – un percorso che identifichi quelle nozze e le renda uniche.

 

Il fil rouge, il tema conduttore, e’ sovente dato da un fiore che, ad esempio, compare nel bouquet della sposa, si conferma nelle composizioni floreali del luogo dove si svolge la cerimonia, per riaffiorare magari nei centrotavola approntati per il ricevimento. Anche in virtu’ di tale considerazione si tende ad estendere la nomenclatura qualificante in Wedding and Flowers Designer.

 

Ma qualunque dettaglio replicato puo’ fungere da refrain dell’intera cerimonia. Ad esempio un colore a connotare le partecipazioni ed a “macchiare” simpaticamente i libretti della messa, i menu sui tavoli, finanche le bomboniere ed i biglietti di ringraziamento.

 

C’è wedding e wedding dunque: il Designer e’ colui che “marchia” con un proprio stile l’impronta e la scenografia che gli sposi decidono di dare al loro matrimonio per distinguerlo da ogni altro evento. Perche’ il matrimonio (non sembri un paradosso) e’ un evento tanto intimo quanto pubblico. Il Planner si occupa maggiormente dei dettagli tecnici lasciando spesso agli sposi la scelta delle decorazioni. O per lo meno cosi’ e’ da quando il Designer perfeziona il lavoro del Planner e tende ad oscurarne la figura.

 

Affidarsi ad un Wedding Designer significa desiderare che il giorno del proprio matrimonio sia impeccabile dal punto di vista organizzativo e da quello stilistico – estetico. Cio’ non vuol dire che gli sposi debbano rinunciare a proprie idee ed inclinazioni. Tutt’altro! Un vero professionista sa che il bocciolo dal quale far fiorire le soluzioni migliori, risiede proprio nell’idea (chiara, confusa o recondita che sia) che gli sposi che si rivolgono a lui hanno della realizzazione del loro giorno più bello.

 

Il Wedding Designer deve afferrarla e tramutarla in realta’. Chi avverte la “pulsione” interiore puo’ partire iscrivendosi a dei corsi formativi. Il business non e’ da sottovalutare, anche perche’ se il matrimonio riesce bene, ci puo’ essere un battesimo da organizzare!


La via della Seta passa per l’altare

Pubblicato il: 20 settembre 2011

Essere sposa significa avere gli occhi di tutti puntati addosso per un intero giorno, per questo l’abito riveste un ruolo fondamentale. Perche’ quello che ricorderanno di una sposa e’ l’abito, non solo in quanto tale, ma anche per come e’ stato portato. Per questo e’ importante scegliere un vestito da sposa che racconti qualcosa sulla personalita’ di chi lo indossera’.

 

Il modello parlera’ gia’ abbastanza, ma quello che veramente fara’ la differenza di stile e’ la scelta del tessuto. Piu’ e’ prezioso e raffinato e piu’ fara’ splendere la sposa di luce propria, proprio come accade con i diamanti. Non sono necessarie troppe decorazioni o particolari per rendere unico un abito; basta utilizzare il tessuto adatto all’effetto che si vorra’ dare.

 

E quale stoffa riesce a essere versatile mantenendo al tempo stesso un’eleganza unica e inimitabile? La risposta e’ una soltanto: la seta. Tessuto antichissimo e pregiato, e’ stato per lungo tempo impiegato esclusivamente dalla nobilta’. Le prime testimonianze di produzione della seta risalgono alla Cina dell’imperatrice Xi Ling Shi quando la sericoltura divenne appannaggio dei suoi sudditi.

 

Da lì con il passare degli anni e dei secoli, la seta raggiunse ogni parte della terra, ma solo molto piu’ tardi venne diffuso il metodo di produzione, che i cinesi volevano mantenere segreto. Il motivo di questa segretezza e’ ben immaginabile. Unici detentori di un sapere cosi’ prezioso, avevano nelle loro mani il commercio del tessuto preferito da principi e imperatori.

 

Perfino in Giappone la produzione della seta arrivo’ secoli dopo. Fu l’imperatore Mikado Oiji-tenno’, nei primi decenni d.C., il primo sovrano a introdurre la lavorazione della seta sull’isola. Probabilmente il tessuto mikado, di origine nipponica, deve il suo nome proprio a questo sovrano, ricordato per la sua forza morale e fisica, e la rigorosità. Infatti questo particolare tipo di seta e’ piu’ spesso e leggermente piu’ pesante degli altri, e contribuisce a definire le linee, restando elegante.

 

Per cui, per una sposa che vuole comunicare il suo piglio energico e sicuro, mettendo in risalto l’eleganza e il portamento, il mikado e’ il tessuto adatto. Scendera’ lineare mettendo in risalto le forme e i drappeggi in modo deciso ma al tempo stesso soffice; e il risultato sara’ una sposa che sembrera’ fluttuare nell’aria, bellissima e inarrivabile come le principesse delle favole.


L’Abito da Sposa che hai sempre sognato

Pubblicato il: 12 luglio 2011

Ogni donna ha nel cuore l’abito da sposa dei suoi sogni, per lei solo quello è il vestito da sposa perfetto. Certo, essendo un abito di fantasia poi, nella realtà, risulta impossibile trovarne uno identico… e invece NO!

L’atelier Cinzia Ferri di Roma è un laboratorio-sartoria specializzato nella creazione di abiti da sposa, anche su disegno o su foto oppure potete personalizzare uno degli abiti da sposa delle nostre collezioni.
Nelle nostre collezioni sposa c’è un vestito per ogni sogno e, grazie alle sapienti mani e alla fantasia delle nostre sarte, sapremo dare vita all’abito da sposa perfetto per te, un abito ritagliato su misura per il tuo sogno: colore, dettagli, accessori, tessuto…

Le immagini dei vestiti da sposa che vedi qua sopra si riferiscono a una delle “collezioni Cinzia Ferri” più apprezzate dalle nostre spose.

Si tratta di vestiti da sposa disegnati personalmente da Cinzia Ferri, dove spiccano elegantemente le linee essenziali e scivolate.

Tutti gli abiti da sposa di questa collezione sono caratterizzati dalla perfezione del taglio e dall’utilizzo di pregiatissime sete: dal Mikado, “il principe delle sete”, al Cadi e al Georgette, tutti tessuti molto duttili e quindi adattabili praticamente a tutte le richieste di personalizzazione.

Il colore predominante è il tradizionale bianco, con accenni di rosa cipria nei ricami su tulle e l’arricchimento di dettagli caratterizzanti come le roselline applicate lungo la scollatura, il velo bordato in pizzo chantilly o, ancora, il tulle ricamato duchesse.

La perfezione del taglio e l’uso di sete pregiate consentono alle nostre sarte di forgiare abiti da sposa semplicemente eleganti e semplicemente impeccabili.


Matrimonio all’Italiana

Pubblicato il: 12 luglio 2011

La filmografia, italiana e internazionale, e’ piena di scene da matrimonio. Qui ironia ed emozioni s’intrecciano fra loro e s’insinuano negli animi degli spettatori, che vivono o rivivono così uno dei momenti più belli di tutta una vita.

 

La filmografia mondiale e’ piena di scene di matrimonio, che sia il tema centrale della trama o solo un evento di sfondo alla storia, nei film è un aspetto che viene toccato spessissimo. Sarà che la numerosità di situazioni collegate alle nozze da’ ottimi spunti per numerose sceneggiature. La trama più frequente è comunque quella di due giovani che si incontrano, e la vera sfida sarà quella di conquistare la famiglia dell’altro.

film sui matrimoni matrimonio all'italianaBasti pensare a Il mio grosso grasso matrimonio greco, o a Indovina chi viene a cena, o ai recenti Ti presento i miei e Mi presenti i tuoi, dove l’accettazione del futuro genero o della futura nuora in genere e’ resa difficile da differenze culturali, di razza o di etnia. Ma questa non e’ l’unica difficolta’ che i futuri sposi devono affrontare.

L’altra difficolta’ principale e’ quella di dover accontentare i gusti di tutti e allo stesso tempo preparare il matrimonio dei propri sogni.

I film che si focalizzano su questo aspetto del matrimonio mostrano sempre delle spose, o i genitori, sull’orlo di crisi di nervi, pronti a scoppiare per il minimo inconveniente. Basti pensare a Il padre della sposa o Bride Wars – La mia migliore nemica. Lo so che avrete notato che finora ho parlato solo di film stranieri, ma questo non significa che il cinema italiano non sia altrettanto degno di nota quando si parla di matrimonio.

Il miglior excursus tra le diverse tipologie di matrimonio che si possono presentare senza dimenticare le difficolta’ nei preparativi, lo fa Luca Lucini nel film Oggi sposi, dove tra le mille peripezie dei personaggi il protagonista incontrastato e’ lui… Il vero amore. Eh si perche’ in ogni caso quando si parla di matrimonio si parla di vero amore, di quell’amore senza il quale non si puo’ vivere, quell’amore che ci fa fare le cose piu’ impensate.

Il matrimonio e’ una questione di pancia e non di testa, ecco perche’ si dice che quando arriva quello/a giusto/a si sente; allo stesso modo per la sposa il vestito giusto si deve sentire. Quando si parla di matrimonio si parla inevitabilmente di sentimenti, ed e’ bello dargli libero sfogo, sentendosi liberi di emozionarsi, piangere e ridere di gioia nel giorno del matrimonio.

E chi meglio di Filumena Marturano puo’ farci comprendere quanto sia bello piangere il giorno delle nozze in quello che è un Matrimonio all’italiana?


Il Bouquet da Sposa che fa Tendenza

Pubblicato il: 4 luglio 2011

Il matrimonio rappresenta un momento fondamentale nella vita di una persona e l’organizzazione accurata di ogni dettaglio è altrettanto importante per far sì che tutto vada secondo il programma stabilito. I fiori costituiscono un elemento essenziale per la riuscita della cerimonia e vanno scelti con attenzione.

 

Generalmente il bouquet che va ad abbellire il vestito da sposa deve essere in armonia di forme e colori con gli addobbi della Chiesa ma ciò che più conta per la decisione, è la corrispondenza e la sintonia con la personalità di chi lo porterà all’altare. Dovrà essere tenuto con disinvoltura ed eleganza, in evidenza ma senza disturbare lo sguardo, quasi come un prolungamento della mano che aspetta di ricevere il circolare e prezioso pegno d’amore. Non deve macchiare l’abito della sposa né i guanti ed essere leggero e maneggevole.

 

idee per bouquet sposa

Rotondi, a borsetta, da tenere al polso, pendenti, le possibilità per l’acquisto del bouquet più appropriato sono davvero infinite.

Riguardo il tipo di fiore, si può scegliere la ricercatezza delle candide rose in boccio o orientarsi sulla grazia delle peonie o calle bianche. Di buon augurio per la coppia sono gli esuberanti girasoli, gialli di luce e vitalità, mentre il più richiesto è il timido mughetto, protagonista del bouquet da sposa della dolce Kate Middleton che per le sue nozze reali con il Principe William ha scelto il fiore che augura eterna felicità.

 

Di tendenza è l’innovativo bouquet in tessuto o metallo, la cui scelta è dettata dalla preoccupazione che la calura di un matrimonio estivo possa sciuparne la freschezza. Glamour anche i fiori essiccati o il mazzo confezionato unicamente con foglie vere o colorati fiori di carta che assicurano la bellezza di questo gioioso e delicato ornamento fino alla fine della cerimonia.
Piuttosto popolare all’estero è il Brooch Bouquet, il bouquet da sposa realizzato con spille vintage, che creano uno strepitoso effetto policromo e posseggono come principale qualità la garanzia di una durata perpetua diventando nel tempo prezioso ricordo dei tempi passati. Divieto assoluto del lancio alle invitate in attesa di marito che potrebbero terminare il matrimonio in ospedale. W gli sposi.